Progetto EXIT

Il progetto Exit è una proposta educativa/formativa alternativa collocabile tra i centri diurni socio-sanitari e socio-assistenziali e il mondo del lavoro

Attualmente le risposte per le persone appartenenti all’area grigia (disabilità medio-lieve con abilità spendibili fuori dal contesto tradizionale del centro diurno, ma non sufficientemente in grado di poter svolgere un’attività in un conteso lavorativo produttivo) non sono più adeguate e sufficienti.

Il progetto Exit nasce dall’intento di mettere a sistema un percorso educativo individualizzatobasato sullo sviluppo di forme innovative di accompagnamento sociale per persone con disabilità e giovani ad alto rischio di emarginazione. Attualmente le esigenze delle persone appartenenti all’area grigia (disabilità medio-lieve con abilità spendibili fuori dal contesto tradizionale del centro diurno, ma non sufficientemente in grado di poter svolgere un’attività in un conteso lavorativo produttivo) sono mutate e le risposte socio-educative non sempre sono adeguate e sufficienti.

Il progetto Exit nasce dall’intento di mettere a sistema un percorso educativo individualizzatobasato sullo sviluppo di forme innovative di accompagnamento sociale per persone con disabilità e giovani ad alto rischio di emarginazione. Attualmente le esigenze delle persone appartenenti all’area grigia (disabilità medio-lieve con abilità spendibili fuori dal contesto tradizionale del centro diurno, ma non sufficientemente in grado di poter svolgere un’attività in un conteso lavorativo produttivo) sono mutate e le risposte socio-educative non sempre sono adeguate e sufficienti.  

La Cooperativa il Ramo prevede la costituzione in via sperimentale di alcune Unità Educative Territoriali (UET) dove vengono proposti percorsi individualizzati in cui i beneficiari del progetto, accompagnati da un operatore inclusivo, svolgono sul territorio attività individualizzate e con forte ricaduta sociale. L’intento delle UET è quello di radicarsi nel territorio di riferimento inserendosi in contesti già esistenti (culturali, spazi pubblici, luoghi aggregativi…) al fine di attivare una dimensione generativa nella quale i servizi producono valore sociale anche per la comunità nelle quali esistono, ambendo ad una reale inclusione. 

FASI DEL PERCORSO

Il percorso individuale prevede una fase di conoscenza e presa in carico della persona che sarà affiancata dalla figura dell’operatore inclusivo al quale spetta il compito di favorire processi partecipativi in cui la persona con disabilità e la famiglia possano co-progettare e co-costruire gli interventi e le proposte che li riguardano affinché siano loro i protagonisti delle proprie scelte. 

1 – FASE CONOSCITIVA
  • COLLOQUIO CON SERVIZIO INVIANTE 
  • COLLOQUIO INDIVIDUALE 
  • COLLOQUIO CON FAMIGLIA O ALTRI ATTORI COINVOLTI 
2 – PRESA IN CARICO
  • ACCORDO FRA LE PARTI 
  • DEFINIZIONE TEMPI E CONDIVISIONE DELL’OFFERTA INDIVIDUALE 
  • COSTI 
3 – ATTIVAZIONE PERCORSI INDIVIDUALI

(all’interno della rete della Cooperativa e presso risorse esterne)

  • INDIVIDUAZIONE TUTOR 
  • MONITORAGGIO INDIVIDULE  
  • COLLOQUIO CON REFERENTE PROGETTO (OPERATORE INCLUSIVO)
4 – OBIETTIVI 

Obiettivi generali

  • creazione di un’alternativa socio-educativa che offra interventi mirati ai reali bisogni, monitorati e rimodellati nell’evoluzione della persona  
  • messa a sistema di un processo educativo che vada al di là del concetto di struttura come luogo fisico 
  • sviluppo di una rete (famiglia, ente pubblico, scuola, contesto territoriale) per co-produrre il progetto di vita; l’operatore può finalmente passare da un approccio di tipo assistenzialistico ad uno che conferisce potere e protagonismo alla persona con disabilità e ai suo care-giver 
  • diversificazione dell’offerta educativa 
  • percepire la persona come un soggetto attivo, che può prendere parte alla vita della comunità, creando contesti in cui essa mette a disposizione le proprie abilità, sollecitando dinamiche di scambio. 

Obiettivi specifici  

  • Generare processi di integrazione nel sistema sociale  
  • Avviare un processo di condivisione attiva degli obiettivi 
  • Alimentare la stima di sé, attraverso la percezione dello sviluppo delle proprie competenze  
  • Crescita attraverso l’acquisizione di nuove esperienze 
  • Sviluppo di autonomie attraverso un processo di “minor relazione d’aiuto” da parte dell’operatore 
  • Sviluppare ed incrementare le abilità e le autonomie personali; 

Strumenti

  • Nella ricchezza e solidità operativa e territoriale della rete;  
  • Nella conoscenza approfondita del territorio che gli operatori delle UET hanno maturato negli ultimi 20 anni;  
  • Nelle metriche di valutazione di impatto sociale che verranno adottate, sulla scia del percorso formativo che il capofila la cooperativa sociale Il Ramo ha compiuto nell’ultimo anno per l’elaborazione del suo bilancio sociale  

Guarda la brochure

Sono più di 100 le persone disabili beneficiarie dei nostri servizi assistenziali.

Sono più di 100 per persone cui diamo lavoro con la nostre attività di imprenditoria sociale.

Aiutaci a continuare a crescere, per essere risposta per chi ne ha bisogno!
Vuoi maggiori informazioni?
Vorresti aiutarci ma non sai come?
Hai una idea da proporci?