La Casa diocesana di Altavilla
Da Altavilla si domina tutta Alba. La città si distende nel limitato spazio pianeggiante fra la sponda destra delTanaro e le prime pendici delle Langhe. Ad Altavilla l’aria è diversa da quella della città sottostante, perché come sulle altre creste delle colline di Langa tira sempre una brezza che talvolta può farsi davvero forte. Non a caso, quindi, il cardinale Enrichetto Virginio Natta, vescovo di Alba dal 1750 al 1768, vi fece costruire la casa estiva del vescovado, in un’epoca in cui era consuetudine per i nobili piemontesi realizzare dimore di campagna dove trascorrere parte della stagione calda. E Altavilla ben si prestava a sfuggire dalla città sottostante. Negli ultimi decenni, invece, la dimora di Altavilla è stata il luogo, ormai per almeno tre generazioni di credenti della Diocesi di Alba, dove respirare un’aria diversa, ma in senso spirituale. Fu mons. Luigi Maria Grassi, l’indimenticato e coraggioso vescovo che guidò la Chiesa albese attraverso le tragiche vicende della seconda guerra mondiale, a trasformare la villa vescovile in casa di esercizi spirituali nell’ambito dello sviluppo di Azione Cattolica e per “formare coscienze di fede e di impegno ecclesiale”. Negli anni Sessanta venne realizzata una nuova costruzione accanto alla villa settecentesca, mentre nel 1972 fu costruita la terza parte del complesso.






